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I paesi baltici si oppongono all’immigrazione clandestina

La Lettonia, come riportato dalla Guardia di Frontiera locale, ha completato la costruzione di una recinzione metallica di circa 96 km di estensione e di quasi 3 metri di altezza lungo il confine con la Federazione Russa, allo scopo di arginare i fenomeni dell’immigrazione clandestina e del contrabbando.

Già alla fine del 2017 nella vicina Lituania sono state adottate misure analoghe e nel 2018 sono stati portati a termine i lavori di costruzione della recinzione che divide lo Stato dall’exclave russa di Kaliningrad per circa 46 km.

La Lituania intende inoltre completare entro il 2020 un sofisticato sistema elettronico di controllo dei confini dello Stato alla frontiera con la Bielorussia e lungo il confine con il Dipartimento russo di Kaliningrad.

Anche l’Estonia progetta una barriera presso il proprio confine con la Russia, dove lo scorso anno 1.110 persone sono state arrestate per immigrazione clandestina. La maggior parte dei clandestini era di cittadinanza ucraina e moldava.

Si tratta di provvedimenti balzati alle cronache anche nel resto d’Europa, dove una parte dell’opinione pubblica sembra sempre più ostile alle politiche di accoglienza che hanno invece caratterizzato la prima metà di questo decennio.