Tour capitali baltiche,  Lituaniaviaggi.com

Frontiera baltica: a rischio l’unità d’Europa?

AL CONFINE ORIENTALE DELL’UNIONE EUROPEA LA SITUAZIONE È CRITICA

La situazione al confine tra Polonia e Bielorussia, dove migliaia di profughi si stanno ammassando sempre più numerosi, diventa di giorno in giorno più critica.

Da lunedì mattina circa 4000 migranti, provenienti prevalentemente da Yemen e Iraq, stanno tentando di entrare nel territorio dell’Unione Europea valicando il confine tra Bielorussia e Polonia, cercando di abbatterne le recinzioni e scontrandosi con la polizia di frontiera.

In alcune zone del lungo confine che divide la Polonia dalla Bielorussia i profughi hanno sfondato le reti di protezione, riuscendo a fare ingresso in territorio polacco.

Le condizioni dei profughi, tra cui vi sono donne e bambini, sono estremamente precarie, a causa dell’abbassamento delle temperature e delle condizioni ambientali avverse. Migliaia di persone si ritrovano infatti bloccate tra radure acquitrinose e inospitali, circondati da decine di chilometri di foreste, in assenza di cibo e di cure mediche. Per questo motivo, sia la Bielorussia, dalla quale i migranti cercano di entrare nell’area Shengen, che la Polonia sono state aspramente criticate da parte delle autorità europee.

L’UNIONE EUROPEA SOTTO SCACCO

Ben consapevole dell’atteggiamento polacco, sempre più ostile alle politiche di Bruxelles, Lukashenko ha pensato di compattare il fronte di Visegrád (di cui fanno parte, oltre alla Polonia, l’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Slovacchia, e al quale strizza l’occhio anche l’Estonia, dove recentemente il premier ungherese Orban è stato in visita, esprimendo il proprio sostegno ai paesi baltici per la lotta all’immigrazione clandestina), rompendo l’unità dell’Unione Europea facendo leva su uno dei temi più cari all’Europa occidentale: i diritti umani dei profughi provenienti dai paesi terzi.

Incapace di fermare le insurrezioni e di controllare i movimenti di opposizione che si battono clandestinamente per capovolgerne il regime, Lukashenko tenta di indebolire l’Unione Europa, stretta nella morsa della pandemia e lacerata da dissensi sempre più profondi, servendosi delle rotte migratorie e cercando di colpirla sui confini esterni. La sua mossa, giocata sul limes orientale dell’Unione, colpisce in realtà l’Europa direttamente al cuore, minando l’unità tra il blocco occidentale, senescente e socialista, spesso favorevole all’accoglienza dei profughi e il blocco orientale, giovane e liberale, fautore di una dura politica di contenimento dei migranti.

Se infatti Spagna, Francia e Italia accolgono i migranti con i cosiddetti taxi del mare, l’Unione di Visegrád, di cui la Polonia e l’Ungheria sono a capo, non condivide le intenzioni benevoli, di accoglienza ed integrazione, da più di un decennio propugnate dalla vecchia Europa (o dall’Europa dei vecchi, ndr) ed è fermamente intenzionata a fermare i flussi migratori con la massima durezza, coinvolgendo anche la NATO e gli Stati Uniti, contro quella che vede come un’aggressione in piena regola.

Negando le accuse rivolte a Minsk, La Bielorussia imputa alla Polonia di aver usato gas lacrimogeni contro persone che chiedono protezione e che stanno esercitando il loro diritto di richiedere lo status di rifugiati nell’Unione Europea, senza sollevare alcuna minaccia.

I MIGRANTI SI DIRIGONO VERSO LA LITUANIA E LA LETTONIA. VILNIUS PROCLAMA LO STATO D’EMERGENZA

La Lituania sta attualmente mobilitando le proprie truppe nei territori di confine con la Bielorussia e ha dichiarato lo stato di emergenza nelle zone della frontiera. Si teme infatti che, non potendo entrare liberamente in Polonia, i migranti tentino un’altra rotta, trasferendosi a nord, per passare il confine in Lituania, dove diverse centinaia di migranti hanno fatto ingresso nel paese durante i mesi estivi.

La von der Leyen, ha invitato non solo gli Stati membri dell’UE a sanzionare le compagnie aeree che portano i migranti in Bielorussia. Nei prossimi giorni Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione europea, e Josep Borrell, capo degli affari esteri, viaggeranno in alcuni dei Paesi di origine dei migranti per evitare che i cittadini di quegli stati mettano in pericolo la propria vita cadendo nella “trappola bielorussa”.

Ma per ora “Batka”, come chiamao Lukashenko dalle sue parti, tiene sotto scacco l’Unione Europea, dividendola senza muovere un dito, e mettendo in allarme la NATO.

Lituania – cercasi personale (disperatamente)

Effetto Irlanda, così si potrebbe definire il fenomeno che contraddistingue la Lituania e che vede riversarsi a queste latitudini centinaia di italiani, giovani e non, in fuga dal mercato del lavoro asfittico della nostra penisola e alla ricerca di un’occupazione dignitosa.

Alla stregua di quanto accadeva in Irlanda negli anni ‘90 del secolo scorso, quando l’isola riuscì, grazie a una politica di sgravi ed esenzioni fiscali, ad attirare gli investimenti delle multinazionali e dei giganti del WEB, la Lituania, ribattezzata per la sua crescita economica sorprendente la Tigre del Baltico, inizia a soffrire della mancanza endemica di manodopera.

Il paese importa così i suoi nuovi impiegati dall’estero, in modo particolare da Ucraina e Bielorussia, da cui arriva il personale dell’edilizia e dei cantieri, ma anche da Spagna e Italia, da cui proviene la manodopera specializzata.  

Vivo in Lituania da molti anni, ormai. E non smette di stupirmi l’offerta di posti di lavoro, ma, ancor di più, l’arrivo continuo di connazionali da ogni parte della penisola. Il fenomeno è ben visibile sui gruppi degli Italiani in Lituania, sui social.

E in effetti le offerte di lavoro sono abbondanti, soprattutto per chi parla inglese e impara velocemente qualche parola di lituano.

Nelle grandi aziende del terziario, da Western Union a Booking, da Girteka a Continental, sono ormai numerosissimi gli operatori italiani e spagnoli, mentre sono ricercatissimi, e pagati anche il 60% in più, gli operatori per il back office in lingua tedesca  (ovviamente non si trovano operatori madre lingua, dato che tedeschi, austriaci e svizzeri stanno benissimo a casa loro, ndr).

Per non parlare di cuochi e pizzaioli italiani, ormai presenti a decine, soprattutto tra Vilnius e Kaunas.

Ingegneri e programmatori sono i più ricercati. Vengono pagati profumatamente, ricevendo fino a 2800 euro al mese e godendo di benefit allettanti (assicurazione medica e palestra gratuita, per non citarne che alcuni).

I posti di lavoro abbondano soprattutto nei supermercati e nelle stazioni di servizio. E i salari sono senz’altro in linea con il resto d’Europa. Un semplice operatore di back office o in out sourcing prende più 1200 euro netti, mentre un cassiere al LIDL prende 750 euro netti, più benefit e possibilità di straordinari. Si tratta di salari impensabili per queste posizioni fino a soli cinque anni fa.

E anche Lituania Viaggi riceve ancora qualche candidatura di connazionali irriducibili (che non vogliono rassegnarsi alla morte del turismo) alla ricerca di posizioni nel mondo dei viaggi e dei tour organizzati o, molto semplicemente, le richieste di chi vuole mollare tutto e iniziare una nuova vita all’estero.

Calcio a 5: FutSal World Cup 2020

Ha avuto inizio in Lituania il campionato mondiale di calcio a cinque FutSal World Cup Lithuania 2020.

Il torneo doveva svolgersi l’anno scorso, ma è stato poi rinviato a quest’anno a causa della pandemia, e si giocherà fino al 3 ottobre.

I match avranno luogo nelle tre città principali del paese: Vilnius, Kaunas e Klaipėda.

Al mondiale FutSal 2020 partecipano oltre all’Argentina, campione in carica, il Brasile, il Paraguay, il Venezuela, il Kazakistan, il Portogallo, la Spagna, l’Angola, l’Egitto, la Russia, le Isole Salomone e il Marocco.

L’Italia è stata scartata al girone di qualificazione giocato in Portogallo.

La Lituania, che partecipa in qualità di paese ospitante, ha perso la partita d‘esordio con il Venezuela, guidato da Alfredo González, subendo due gol e segnandone uno.

Il Kazakistan ha vinto per 6-1 sul Costa Rica, mentre la Russia ha letteralmente annientato gli avversari egiziani per 9-0. Il Guatemala ha vinto sull’Uzbekistan per 5-4.

 

Vivere in Lituania. Italiani sempre più numerosi

Circa 12 anni fa pubblicai un post sul forum della comunità italiana in Lituania, Italietuva.comSi intitolava: vivere in Lituania? Io l’ho fatto. Allora come oggi erano infatti molti i connazionali che, stufi della burocrazia, della disoccupazione e  del carovita cercavano informazioni on line per compiere quello che all’epoca chiamai il grande salto. (altro…)

Viaggi nelle repubbliche baltiche: trand del turismo odierno

Le repubbliche baltiche: Lituania, Lettonia ed Estonia, dal 2004 parte integrante dell’Unione Europea, si sono recentemente distinte tra le mete più gettonate del turismo in Europa offrendo servizi di ricezione di ottimo livello a prezzi ancora accessibili (nonostante la recente introduzione dell’euro abbia determinato un certo rincaro) (altro…)

Le ragazze lituane… e l’Italia

Non si può negare: le ragazze lituane sono ormai famose in tutta Europa e, forse, nel mondo, per la loro straordinaria bellezza. Nulla si vuol togliere allo splendore delle donne mediterranee e, a rigor del vero, l’autore deve render noto che ha sposato una donna siciliana (francamente mai e poi mai, un tempo, avrebbe creduto che nella (altro…)

Estonia: il quartiere Kalamaja a Tallinn

Kalamaja, la casa dei pesci

A Tallinn, capitale dell’Estonia, la più settentrionale delle tre repubbliche baltiche, c’è un quartiere dal nome evocativo: Kalamaja, la “casa dei pesci”. Da un lato, la famosa città vecchia, gioiello medievale di stampo anseatico e dall’altro il quartiere di Kopli, famoso per la (altro…)

L’artigianato lituano e la lavorazione del legno

Amuleti e gioielli d’ambra, candele dalle più diverse dimensioni, colori e fragranze, lavorazioni di tessuti: l’artigianato lituano sorprende per qualità, popolarità e forte legame con tradizioni secolari risalenti al glorioso periodo del Granducato di Lituania.

Preparati seguendo con minuziosa cura le linee guida tramandate generazione dopo generazione, negli ultimi anni i prodotti artigianali della Lituania hanno attratto l’interesse di clienti e curiosi di molteplici paesi continentali e non. Con candele, incensi e gioielleria d’ambra baltica a (altro…)

Gli Italiani in Lituania

italiani_all_estero_referendumChi sono, quanti sono e cosa fanno gli Italiani in Lituania? Sono poco più di 400 gli Italiani ufficialmente iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) di Vilnius e stabilmente residenti in Lituania (anche se non tutti coloro che abitano qui hanno provveduto alla registrazione e si stima che gli Italiani presenti nella più meridionale (altro…)

Centinaia di migranti entrano in Lituania

Centinaia di migranti stanno attraversando illegalmente il confine tra Bielorussia e Lituania.

Dall’inizio del mese di luglio quasi 2000 profughi, prevalentemente di origine irachena e siriana, sono entrati in Lituania, nella zona di Druskininkai, a sud-ovest di Vilnius, arrivando dal distretto bielorusso di Grodno. Diversi arrivi sono stati registrati anche nella zona di Visaginas, dove un tempo era in funzione la centrale nucleare di Ignalina.

Secondo il governo lituano l’arrivo dei profughi sarebbe favorito dalla Bielorussia, in risposta alle sanzioni imposte dall’Unione Europea dopo la rielezione di Lukashenko, ritenuta irregolare dalla comunità internazionale, e alle rivolte scaturite in seguito al suo insediamento a Minsk.

Per la Lituania si tratta di un fenomeno senza precedenti e il primo ministro, I. Šimonytė, ha già proposto al parlamento la realizzazione, lungo l’intero confine meridionale, di un reticolato in filo spinato la cui lunghezza si estenderebbe per più di 600 chilometri, rendendolo la barriera anti immigrazione più vasta dell’intera Unione Europea. La rete protettiva dovrebbe essere completata entro l’autunno di quest’anno.

La Lituania ha richiesto l’intervento di FRONTEX per risolvere la questione, che di certo avrà conseguenze importanti nella gestione dei flussi migratori, le cui rotte si moltiplicano e cambiano sempre più spesso e rapidamente.