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Centinaia di migranti entrano in Lituania

Centinaia di migranti stanno attraversando illegalmente il confine tra Bielorussia e Lituania.

Dall’inizio del mese di luglio quasi 2000 profughi, prevalentemente di origine irachena e siriana, sono entrati in Lituania, nella zona di Druskininkai, a sud-ovest di Vilnius, arrivando dal distretto bielorusso di Grodno. Diversi arrivi sono stati registrati anche nella zona di Visaginas, dove un tempo era in funzione la centrale nucleare di Ignalina.

Secondo il governo lituano l’arrivo dei profughi sarebbe favorito dalla Bielorussia, in risposta alle sanzioni imposte dall’Unione Europea dopo la rielezione di Lukashenko, ritenuta irregolare dalla comunità internazionale, e alle rivolte scaturite in seguito al suo insediamento a Minsk.

Per la Lituania si tratta di un fenomeno senza precedenti e il primo ministro, I. Šimonytė, ha già proposto al parlamento la realizzazione, lungo l’intero confine meridionale, di un reticolato in filo spinato la cui lunghezza si estenderebbe per più di 600 chilometri, rendendolo la barriera anti immigrazione più vasta dell’intera Unione Europea. La rete protettiva dovrebbe essere completata entro l’autunno di quest’anno.

La Lituania ha richiesto l’intervento di FRONTEX per risolvere la questione, che di certo avrà conseguenze importanti nella gestione dei flussi migratori, le cui rotte si moltiplicano e cambiano sempre più spesso e rapidamente.