Addio al litas, arriva l’euro

A partire dal 1 gennaio del 2015 l’euro ha sostituito il litas, la valuta nazionale della Repubblica di Lituania. Su una delle due facce l’euro lituano riporta il Vytis, il cavaliere con la spada alzata, da secoli simbolo della nazione. Sul bordo della moneta compaiono le parole “LAISVĖ, VIENYBĖ, GEROVĖ“, ovvero „libertà, unità, prosperità”. I Lituani si sono quindi accommiatati dalla valuta nazionale, nata nella prima metà del secolo scorso, dopo gli eventi bellici di un secolo fa. Nel 1922 infatti, a pochi anni di distanza dalla proclamazione dell‘indipendenza, entrava in circolazione il litas lituano. Le prime banconote non vennero stampate in Lituania, ma presso tipografie private di Berlino e Praga. Il progetto grafico dei primi esemplari era stato curato dall’artista Adomas Varnas. In un secondo momento si cominciò a stampare il litas in Inghilterra. La tiratura di queste banconote, che recavano i primi, affidabili segni grafici di sicurezza, veniva realizzata per mezzo di lastre d’acciaio sulle quali erano state riportate le incisioni degli artisti Adomas Galdikas, Vilius Jomantas e Antanas Žmuizdinavičius. Il litas della prima repubblica fu in circolazione per circa vent ‘anni finché la stampa della valuta e il conio delle sue monete cessarono, con l’occupazione del paese da parte dell’Unione Sovietica, il 15 giugno del 1940. Dopo il ripristino dell’indipendenza e la scomparsa del rublo sovietico, tra l’ottobre del 1992 e il giugno del 1993, i cosiddetti “talloni” sostituirono temporaneamente la valuta russa. Il 25 giugno del 1993 il litas tornò ad essere la valuta nazionale della Repubblica di Lituania e le sue prime monete vennero nuovamente coniate presso le zecche inglesi. Le banconote da 1, 2 e 5 litas uscirono presto dalla circolazione e vennero sostituite dalle monete coniate a Vilnius a partire dal 1998. Da allora il litas lituano con le sue banconote, uniche per le loro caratteristiche (la banconota da 10 riporta due personaggi, e non uno come di solito accade, su uno dei lati. Mentre la banconota da 20 litas, che raffigura un prelato gesuita, fautore del risorgimento lituano, è l’unica in Europa a ritrarre un religioso) e le sue monete, suddivise in 9 tagli (da 1 centesimo a 5 litas), è rimasto sostanzialmente invariato. Buona parte dell’opinione pubblica lituana si dice scontenta dell’euro e dei rincari che ha recato con sè. Ma ormai il dado è tratto. Il litas, che ha accompagnato il cammino del paese dal ripristino dell’indipendenza al secondo decennio del nuovo secolo, è ormai solo un lontano ricordo…

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